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Regione, stop a fotovoltaico selvaggio. Gancia: “Bravo e coraggioso Giordano! Misura di buongoverno a tutela territorio e consumatori e contro speculazioni”
Data: Gio, 08 Luglio 2010


zoom

Il presidente della Provincia plaude alla moratoria sull'installazione degli impianti a terra proposta dall'assessore Massimo Giordano

Cuneo Il presidente della Provincia, Gianna Gancia, esprime soddisfazione per la regolamentazione annunciata dalla Regione in materia di impianti fotovoltaici a terra: la bozza di disegno di legge illustrata dall'assessore regionale Massimo Giordano sospenderà, infatti, le procedure autorizzative per le installazioni nelle zone di particolare pregio dal punto di vista agricolo, naturalistico ed estetico.

Dichiara il presidente Gancia: “La moratoria sull’istallazione di impianti fotovoltaici a terra proposta dall’assessore regionale Giordano, con cui mi sono spesso confrontata in queste settimane sull’argomento, ha il mio plauso sincero ed incondizionato. Perché, nelle more delle linee guida nazionali, pone uno stop a speculazioni che poco o nulla hanno a che spartire con la produzione di energia e molto, invece, con un assalto alla diligenza dei contributi pubblici. E

perché va nella direzione di tutelare il comparto agricolo e il territorio in generale dalla progressiva deturpazione in atto da mesi. Tutto il mio appoggio al legislatore regionale, dunque, se saprà approvare in tempi rapidi questa misura di buongoverno. E altrettanto al legislatore nazionale che, a margine della manovra finanziaria, sta a sua volta scrivendo regole di buon senso, mitigando gli eccessi ingenerati dai fondi cosiddetti ex Cip6. I certificati verdi non sono misure verdi: sono misure che lasciano, questo sì, ‘al verde’ i consumatori,

costretti da quasi vent’anni a sobbarcarsi gabelle miliardarie in bolletta a vantaggio di pochi, non certo del Paese. Passa altrove la strada per l’abbattimento dei costi energetici e per lo sviluppo delle fonti autenticamente sostenibili”.

Il 16 giugno scorso il presidente della Provincia aveva denunciato l'eccessiva proliferazione degli impianti fotovoltaici a terra con una lettera indirizzata al presidente del Consiglio dei Ministri e ministro dello Sviluppo economico Silvio Berlusconi, al ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo, alle Autorità per l’energia elettrica e gas, al presidente della Regione Piemonte Roberto Cota e allo stesso assessore regionale all'Energia, Giordano. Nel documento veniva illustrata la situazione della Granda, segnalata dal mondo produttivo: “Una provincia agricola – scriveva Gancia - tra le più rilevanti del Nord Italia, nella quale la proliferazione d'impianti fotovoltaici a terra sta seriamente compromettendo territorio e paesaggio: 25 Mw autorizzati dalla Provincia, 35 in fase di autorizzazione, decine di ettari che di mese in mese

sono via via sottratti alla produzione agricola per essere destinati ad attività che non esito a definire speculative e parassitarie e che in nulla o quasi concorrono alla produzione energetica. Basti considerare che, a fronte di tali numeri, il contributo del fotovoltaico a terra al Bilancio energetico provinciale è attualmente pari allo 0,08 per cento. Un 'inezia. Un'inezia che costa cara ai contribuenti e agli utenti, che in bolletta pagano integralmente questo inefficiente sistema d'incentivi. Un'inezia che neppure serve alla causa, nobile, dell'aumento della produzione d'energia da fonti rinnovabili”. “Tutto questo – continuava Gancia - senza che gli enti autorizzatori, in molti casi le Province, possano programmare o pianificare alcunché, limitatissime essendo le facoltà che la legislazione vigente assegna per approfondire davvero i benefici produttivi, nonché l'impatto ambientale o paesaggistico, e neppure le precarietà

connesse al vincolo idrogeologico. Siamo in una situazione sempre più emergenziale che avrà ripercussioni pesantissime sull'intero settore primario.

Sappiamo tutti delle sfide a cui il comparto agricolo è chiamato nei prossimi anni. Anche da questo punto di vista giudico profondamente irrazionale esporre un settore già in criticità, anziché a possibilità di sviluppo economico, alle sirene di rendite parassitarie”.

La bozza di disegno di legge regionale individua i criteri per escludere alcune aree dalla localizzazione di impianti, offrendo uno strumento di intervento agli enti locali, in attesa dell’adozione delle linee guida nazionali in materia di salvaguardia dei territori a disciplina del corretto sviluppo delle energie da fonti rinnovabili.

 


 

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