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Marilyn – Andy Warhol
Data: Mer, 06 Febbraio 2008

1967
The Andy Warhol Foundation, New York
Serigrafia su carta, 91,5 x 91,5 cm

Andy Warhool è il padre indiscusso della Pop Art americana, il primo a scoprire  nell'oggetto banale e quotidiano impensati poteri comunicativi.

E' su questa logica che il prodotto artistico diviene prodotto di serie industriale, proposto come arte ad una società mentalmente condizionata dalla pubblicità.

La riproduzione meccanica, con metodo serigrafico, si presta in modo ottimale alla produzione di opere seriali destinate al grande pubblico in aperta dissacrazione del concetto dell'unicità dell'opera d'arte, secondo i metodi industriali della stampa, senza tenere in alcun conto il livello qualitativo dell'immagine risultante.

Nascono cos i famosi ritratti di personaggi celebri di Warhol, da Elvis Presley a Marilyn Monroe, quest'ultima ritratta subito dopo il suicidio, più volte ed in più versioni, con interesse quasi ossessivo, singola e multipla, a colori, in bianco e nero, con il metodo del riporto fotografico, ottenendo tra le varie versioni differenziazioni spesso minimali e solo cromatiche, nell'intenzione del massimo appiattimento dei tratti identificativi.

Le scelte di Warhol sono fortemente influenzate dalla notorietà del personaggio, sufficiente a connotare l'immagine seppure elaborata in modo anonimo e superficiale, privo di ogni emozione, senza alcun interesse per la sua interiorità: Marilyn infatti viene ritratta come sex symbol da "consumare", con plateale accentuazione dei tratti tipicamente femminili, il trucco pesante, le labbra sottolineate dal rossetto, l'espressione ammiccante ed il sorriso stampato di chi sorride per mestiere, icona del fascino femminile e regina dell'immaginario americano, di una bellezza stereotipata proposta e "venduta" dalla grande industria hollywoodiana, che Warhol ripropone tale e quale, confezionata nei suoi ritratti come in una perfetta operazione di marketing pubblicitario.

 Dalla metà degli anni Settanta, Warhol comincia a riprendere alcune serie precedenti stampando delle cartelle di serigrafie su carta: una pratica che gli permette di aumentare notevolmente i ritmi di produzione, e che a partire dai ritratti di Mao(1972), affiancherà direttamente alla creazione di nuovi soggetti su tela. Le prime serigrafie su carta si caratterizzano per forza cromatica potenziata rispetto ai dipinti su tela, e per maggiore definizione della forma, raramente soggetta a quelle sbavature o a quella inchiostrazione impoverita che spesso si ritrovano nelle tele.

La cartella Marylin, del 1967, è una delle più note opere di Wahrol, anche se pare che egli non fu nemmeno presente al momento della tiratura. Contiene 10 fogli, caratterizzati da contrasti cromatici molto forti, e da tinte livide e fredde. La ricchezza cromatica è legata la fatto che, nella realizzazione delle ombre, al nero Warhol affianca altri colori, come il blu, il rosso, il verde e il grigio argentato,  lavorando poi sui contrasti dei complementari. In questo caso, per esempio, lo sfondo si oppone al giallo dei capelli: in altri fogli le tinte sono ancora più antinaturalistiche, e il volto della diva viene costruito sul contrasto rosso-verdone, o rosso-blu e i denti sono tinti di celeste o carmino.  In seguito Warhol spiegherà come sempre minimizzando: “ Quanto al fatto se sia o meno simbolico dipingere la Monroe con colori così violenti è la bellezza, e lei è bella, e se qualcosa è bello i colori sono belli, ecco tutto. O qualcosa di simile”.

 


 

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