445 a.C. Museo Nazionale Romano, Roma Copia in marmo dell’originale in bronzo altezza 124 cm
Il Discobolo (greco= lanciatore di disco)è una scultura realizzata da Mirone intorno al 455 a.C., che rappresenta un atleta che sta per lanciare un disco. Luciano di Samosata, scrittore e retore greco, nel II secolo d.C. descrisse il Discobolo come una statua realizzata da Mirone che "si inarca nella posizione tipica di chi è in procinto di lanciare...". Fu proprio grazie a questa preziosa testimonianza che gli archeologi hanno potuto riconoscere numerose copie dell'originale in bronzo, che purtroppo non è pervenuto ai giorni nostri. Il bronzo forse fu realizzato per la città di Sparta e rappresentava l’eroe Hyakinthos (Giacinto); quest’ultimo si narra che fosse amato da Apollo, il quale l’avrebbe ucciso involontariamente proprio con un disco e poi con il suo sangue avrebbe creato il fiore omonimo. Probabilmente, in seguito, nel 451 a.C., Mirone realizzò una seconda versione del Discobolo per la città di Atene. Il corpo del giovane è raccolto, concentrato. L'artista con grande precisione e cura dei particolari mette in scena il momento che precede il lancio. Il volto del fanciullo è fisso, concentrato. Tutto sembra pronto. Lo spettatore pazientemente attende e continua a contemplare, estasiato, il discobolo perché crede che questo, da un momento all'altro, possa tirare il disco. La scultura si articola in due grandi linee. La prima è un grande arco che va dalla mano che regge il disco al tallone del piede flesso; la seconda linea è una serpentina ad esse che va dalla testa al tallone del piede poggiato a terra. Il Discobolo richiama alla mente le figure dei frontoni. Il trattamento dei capelli a calotta è tipico delle prime effigi in bronzo e questa particolare capigliatura conferisce alla statua un tocco di arcaismo. Mirone è ricordato per la decisione di rappresentare realisticamente le sue opere e parchè coglieva i suoi personaggi nel momento prima di compiere qualche azione, ed il Discobolo grazie a lui divenne il simbolo dell'atleta per eccellenza.
Delle copie ritrovate la migliore, la più fedele all'originale e la più integra è quella attualmente conservata a Roma, presso il Museo Nazionale Romano, detta Lancellotti. |