Al centro de «La grande sete», il testo presentato sabato scorso in Comune a Mondovì, ci sono i 60 anni di vita di un acquedotto che ha portato l’acqua nel "deserto" della Langa: il CALSO, acquedotto delle Langhe sud Occidentali. La sua storia, scritta vent’anni fa da Ernesto Cardone, è stata integrata dalla giornalista Chiara Viglietti con le vicende più recenti del Consorzio: dalla terribile alluvione del ’94 agli ultimi assetti societari dell’azienda. Ne è venuto fuori il racconto dell’odissea di un popolo di contadini che neanche mezzo secolo fa abitava un deserto: le Langhe di oggi. Con l’acquedotto cambiò tutto. Nella storia della sua costruzione, amministratori che contano. Come il Presidente della Repubblica Luigi Einaudi, che reperì i fondi necessari per realizzarlo: 44 milioni di vecchie lire in arrivo direttamente dal Piano Marshall. Partono i primi lavori: è il settembre del 1953. Oggi l’acquedotto e il suo Consorzio, società a totale capitale pubblico, servono 22 comuni azionisti, stretti intorno al capofila: Dogliani.
Il testo è stato presentato sabato scorso presso la sala conferenze del Comune. Ad introdurre l’autore, Ernesto Cardone, il presidente del CALSO Marco Botto e l’assessore alla Cultura del Comune di Mondovì. Marco Botto: "Sono grato al pubblico che ha voluto premiare con la sua presenza il grande lavoro storico e filologico che ha permesso di salvare dall’oblio la storia del grande acquedotto delle Langhe e della gente che lo ha realizzato. Un’occasione importante per discutere di un tema di così grande attualità, l’acqua, alla luce dell'imminente referendum del 12 e13 giugno, in cui tutti noi cittadini siamo chiamati ad esprimerci sul futuro del servizio idrico".