La stanza di Vincent ad Arles - Van Gogh Data: Mer, 23 Aprile 2008
1888 Museo di Van Gogh, Amsterdam Olio su tela, 72 x 90 cm
Come fece in più occasioni, Vincent realizzò diversi varianti del celebre dipinto, che raffigura la sua camera da letto nella Casa Gialla ad Arles, dipinta nell'attesa dell'arrivo ad Arles di Paul Gauguin, amico dell'artista: l'incontro avrebbe dovuto dar luogo alla nascita di un circolo artistico. Il quadro, forse più ancora dei molti autoritratti, ci riduce nella dimensione intima, privata dell’artista. Essa si caratterizza, come tutti i dipinti eseguiti nella cittadina provenzale, per un uso soggettivo dei colori, che, nelle intenzioni di Van Gogh, aveva un significato simbolico. Ricorreva inoltre al processo di sintesi delle forme che aveva appreso dalle stampe giapponesi, che dichiarava esplicitamente di aver preso a modello per l’esecuzione del dipinto. Descrivendo l’opera al fratello, spiegava che “ dal momento che la semplificazione dà agli oggetti un tino più marcato, il risultato è un’impressione di 'riposo' […] In una parola, guardando il quadro, uno dovrebbe far riposare il cervello o piuttosto l’immaginazione” ( Lettera a Theo 554, seconda metà di ottobre 1888). Contrariamente ad altri dipinti, infatti, come il Caffè di Notte, Vincent scelse tinte tenui e l’accordo principalmente di ocra e azzurro ha certamente un effetto rasserenante sull’osservatore. Lo spazio, aperto al nostro sguardo, sembra accoglierci , invitando al silenzio e al raccoglimento.Tutti gli oggetti – le sedie, il tavolino, i quadri appesi al muro – sono rivolti verso l’interno, dando l’idea di un ambiente protetto, mentre la finestra socchiusa sul fondo e le due porte presenti ai lati eliminano qualsiasi rischio di claustrofobia percettiva. Anche il colore è applicato con una stesura levigata, senza ricorrere alle pennellate spesse e pastose e ai tocchi brevi ed energici così caratteristici delle sua arte. Vincent ha insomma rappresentato un’isola felice, quell’ideale domestico, ordinato e armonioso,che rispondeva forse ai suoi desideri, ma non certo alle sue inclinazioni. Pochi oggetti personali – i quadri, le salviette appese, la coperta rossa, la brocca sul tavolo – contribuiscono a dare alla stanza l’aspetto di un luogo caratterizzato dal suo abitante, una dimora piena di pace che il pittore trovò così raramente in vita. Di questo dipinto esistono altre due versioni, entrambe del 1889, che si trovano una a Parigi, l'altra a Chicago.
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