La persistenza della memoria – Salvador Dalì Data: Mer, 28 Novembre 2007
(1934) The Museum of Modern Art, New York Olio su tela 24 X 33 cm
Il dipinto, noto anche con il titolo “Gli orologi molli”, è uno dei più famosi ed enigmatici di Dalì. Si conosce l’origine di quest’immagine poiché lo stesso autore nella biografia “Vita segreta di Salvador Dalì” ha raccontato come ebbe l’intuizione degli orologi molli e di come li inserisse in un paesaggio che aveva già dipinto precedentemente.
Una sera in cui Gala (la musa che tanto ispirò il pittore) era uscita con alcuni amici, egli, che non si sentiva molto bene, era restato a casa e aveva cenato col Camembert: la tenera consistenza, assieme alla forma rotonda di quel particolare formaggio, gli fece nascere l’idea di aggiungere degli “orologi molli” a una veduta della Baia di Port Lligat al crepuscolo che si trovava sul cavalletto dello studio.
Dalì si mise subito al lavoro, l’idea prese corpo ed entro poche ore il quadro fu terminato. La figura centrale, il volto dalle lunghissime ciglia che ricorre ossessivamente in tutti i dipinti di questo periodo, si ispira a una bizzarra roccia che il pittore aveva visto a Capo Creus.
Un quadrante di orologio deformato, e come sul punto di sciogliersi, era già apparso in un’opera dell’anno precedente, “Ossificazione prematura di una stazione”, nel quale l’abbinamento del motivo dell’ora a quello dei treni riconduce senza dubbio a ben noti motivi dechirichiani.
La nozione del tempo che passa, oltre che dagli orologi che ne danno l’esatta misura, è suggerita in Dalì dalle ombre che gli oggetti e i personaggi proiettano intorno a sé, ombre che si possono considerare equivalenti a quella generata dallo gnomone della meridiana.
In uno scritto apparso nella rivista “Minotaure”, nell’inverno del 1935, Dalì dirà: “Il tempo è la dimensione delirante e surrealista per eccellenza”.
Questo quadro venne esposto nel gennaio del 1932 alla Mostra Retrospettiva dedicata ai surrealisti dalla Galleria Julien Levy di New York, e poco dopo acquistato dal Museum of Modern Art.
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