L'Incubo - Johann Heinrich Fussli Data: Mer, 21 Novembre 2007
1781 olio su tela; 101,6 x 127 Detroit, Institute of Arts
All'esposizione annuale della Royal Academy di Londra del 1781, Füssli presentò il quadro L'incubo, che lo impose sulla scena inglese. Si tratta della prima versione di un soggetto che dipingerà altre cinque volte, rivelando la particolare predilezione per il tema del sogno, momento in cui affiorano le più profonde regioni dell'animo. Del resto, lo stesso artista affermava che i sogni erano la personificazione del sentimento. Per questo oltre alla figura addormentata si vedono i suoi sogni materializzati, un orribile nano sul ventre e un cavallo spettrale dagli occhi bianchi che appare dietro la tenda, richiamo quest'ultimo anche del termine incubo in inglese, "nightmare", ovvero "cavalla della notte". La fanciulla è mollemente adagiata sul letto è in preda a visioni orribili e paurose; dalle tende esce la testa del cavallo che, secondo il folklore nordico, è il destriero su cui gli incubi raggiungono i dormienti; sul corpo grava il pesante mostro spettrale che sembra soffocare ed opprimere il respiro; sensualità e paura si fondono. Le leggende popolari entrano nel mondo della cultura e dell'arte: i popoli riscoprono le proprie origini, fatte di tradizioni, credenze e superstizioni; l'orrido e il gotico diventano inoltre espressione di una situazione di disagio derivante dalla rottura del legame uomo-natura e dall'alienazione dell'Io durante la rivoluzione industriale, che dilaga in Inghilterra proprio dove Fussli si è trasferito fin dal 1764. L’opera rivela chiaramente l’intento di rappresentare la materializzazione del sogno, (momento in cui affiorano le più profonde inquietudini dell’animo), e lo stesso Fussli afferma che i sogni sono la personificazione dei sentimenti.
Nel dipinto si può leggere non solo la presenza del sogno e dell'inconscio, ma anche quella tensione, che è alla base della pittura di Fussli. Lo scopo del pittore è quindi quello di colpire, affascinare e stupire, lasciando senza fiato l’osservatore del dipinto.
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