Al termine dell’anno 2011 la popolazione fossanese ha raggiunto quota 24915 abitanti, con un incremento di 61 unità rispetto all’anno precedente. E’ mancato, per 85 unità, il raggiungimento della fatidica quota 25000.Il limitato incremento della popolazione fossanese è conseguente a:
-un saldo negativo di 16 unità tra nati (221) e morti (237);
-un saldo migratorio positivo di cittadini non italiani, pari a 157 unità;
-un saldo migratorio negativo di cittadini italiani, pari a 80 unità.
Tasso di natalità pari all’8,7 per mille, tasso difertilitàcirca 1,45 figli per donna;
tasso di mortalità 9,5 per mille
Di seguito commentiamo alcuni aspetti particolari della complessa materia demografica.
MIGRAZIONILa componente di popolazione di cittadinanza non italiana ha raggiunto il 10,29% della popolazione totale, nello scorso mese di giugno è stata superata la soglia psicologica del 10%. Dopo l’impennata degli anni 2006-2008, la sua crescita è ora rallentata. Tra le 60 nazionalità rappresentate a Fossano prevalgono gli albanesi con 685 unità, seguiti dai marocchini con 510, dai romeni con 372, dai senegalesi con 262, dagli indiani con 96 unità, dai moldavi con 95. Le altre nazionalità sono presenti con valori modesti; tali sono in particolare le presenze da altri paesi dell’unione europea, salvo i romeni. Questa popolazione è più giovane di quella italiana: la loro età modale (più diffusa) è compresa tra il 30 e 34 anni, mentre per gli italiani è compresa tra 45 e 49 anni. Tra gli immigrati prevale il sesso maschile, specie per l’apporto senegalese (216 maschi, 46 femmine) mentre nella cittadinanza italiana prevale di misura il sesso femminile.
La situazione migratoria merita attenzione ed uno sguardo retrospettivo: nell’ultimo decennio la città è cresciuta di 1050 abitanti, il bilancio nati-morti non è stato lontano dal pareggio, il saldo migratorio di non italiani ha raggiunto le 1700 unità, pertanto si è verificato un saldo migratorio negativo di circa 500 unità tra i cittadini italiani. La ridotta appetibilitàdella residenza a Fossano per i cittadini italianipotrebbe essere ricercata nella scarsa disponibilità di posti di lavoro nel terziario impiegatizio pubblico e privato.
NUCLEIFAMILIARIHanno raggiunto quota 10317, la loro composizione media è pari a 2,41 persone. Dal 2008 il tipo di famiglia più diffuso è quello costituito da una persona sola: 3159 unità, cresciute di millecento unità negli ultimi 22 anni. Le famiglie di 2 componenti sono anch’esse cresciute di 700 unità mentre le famiglie con 3, 4, 5, oltre 5 componentihanno subito variazioni modeste. E’ come se l’ incremento di popolazione del periodo,pari a circa 1800 persone, fosse costituito interamente da famiglie di 1 o 2 persone. In realtà hanno inciso vari fenomeni, quali il consistente numero di separazioni coniugali.
MATRIMONI, SEPARAZIONI, DIVORZII fossanesi convolati a nozze nel 2011, ovunque celebrate, sono stati circa 220, equivalenti a 110 matrimoni; se deduce un tasso di matrimonialità del 4,4 per mille, alquanto superiore a quello medio italiano. I divorzi registrati a Fossano sono stati 22, in netto calo rispetto agli anni precedenti: dal 2006 al 2010 ne erano stati registrati tra 30 e 35 ogni anno. Peraltro l’indicatore più significativo delle rotture di coppia, nella vigente legislazione italiana, è rappresentato dalle separazioni: 38 annotate nel 2011, anch’esse in calo rispetto agli anni precedenti, ove si erano registrati valori dell’ordine di 50-60 ogni anno. I tassi fossanesi di divorzialità sono superiori a quelli medi italiani ma rimangono inferiori a quelli medi europei. Se però facciamo riferimento ai tassi di separazionalità essi sono stati del tutto allineati a quelli europei relativi ai divorzi, ed è questo il confronto realistico. Il 2011, come detto, segna una inversione netta di tendenza su entrambi, da verificare negli anni successivi.
LONGEVITA’A fine 2011, gli anziani (oltre 65 anni) sono 5305, pari al 21,3% della popolazione. Tra di essi annoveriamo 16090-99enni (solo 3 non italiani) e 10 centenari (tutte donne). Anche i dati di Fossano confermano che gli italiani stanno tra i popoli più longevi del mondo, che molti vivono bene e che non dobbiamo lagnarci troppo del Servizio Sanitario Nazionale, anzi dobbiamo tenercelo ben stretto, anche a costo di pagare qualche ticket in più. In Italia anche i tassi di mortalità infantile e materna sono tra i più bassi del mondo, migliori anche di quelli riscontrati in nazioni più ricche dell’Italia, ad esempio gli Stati Uniti.
Nel cosidetto terzo mondo sono questi indicatori a segnalaresituazioni inaccettabili: mortalità nei primi cinque anni di vita tra 100 e 200 per mille, a fronte di 4 per mille in Italia.
VEDOVI, VEDOVEA fine 2011 sono registrati 296 vedovi e 1550 vedove, con unrapporto di 19 a 100. Questa differenza enorme, talvolta oggetto di commenti umoristici, deriva da una concomitanza di fattori:
- gli uomini vivono meno delle donne
- gli uomini sposano donnemediamente più giovani
- i vedovi si risposano più spesso e più rapidamente delle vedove, ricuperando lo status di coniugato
BORGHIEFRAZIONIL’incremento di popolazione riscontrato nell’ultimo decennio, 4,4%, non si è ripartito in modo uniforme nei 6 borghi cittadini e nelle 15 frazioni, che in burocratese moderno si chiamano tutti ZONE STATISTICHE.
Tra i sei Borghi, cresciuti nell’insieme del 3,3%, ha registrato la crescita maggiore S. Antonio, +14,1%, mentre Borgo Nuovo è diminuito del 7,7%. Negativi anche S. Filippo e S. Bernardo, positivi Piazza e Salice.
Tra le Frazioni, cresciute nell’insieme dell’8,8%, il maggiore incremento è riscontrato a Tagliata: da151 a 303, +100% ; S. Lucia: da 245 a 322, +31% eCussanio: da 254 a 320, +26% . Queste tre frazioni segnano di fatto una espansione dell’area urbana. Tra le rimanenti si segnala un incremento del 10% a S. Lorenzo e del 9% a Murazzo; altrove variazioni contenute, in qualche caso negative (Gerbo, S. Vittore, Mellea, Baligio, Boschetti). Una analisi retrospettiva delle frazioni sembra indicare che la perdita di popolazione dipendente dalla fuga dalle attività agricole, che ha coinvolto profondamente Fossano nel secolo scorso, si è esaurita; alcune frazioni si trasformano in centri abitati con caratteristiche miste: agricole, industriali, terziarie, ed hanno una popolazione superiore a numerosi comuni dell’Alta Langa.
dott. Luigi Grosso
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