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Bal au Moulin de la Galette – Renoir
Data: Mer, 23 Gennaio 2008

1876
Musée d’Orsay, Parigi
Olio su tela, 131 x 175 cm
altezza 124 cm

Il dipinto, notevole per dimensioni e per impegno, è il risultato di molti mesi di lavoro, nel 1876 a MontMartre: ogni giorno gli amici aiutavano Renoir a trasportare la tela dallo studio in Rue Corsot, dove si è stabilito per essere più vicino al soggetto che vuole rappresentare, al Moulin. Questa è la versione più compiuta del quadro, esposta alla terza mostra degli Impressionisti nel 1877 e in seguito appartenuta a Gustave Caillebotte, fra i più importanti collezionisti di questa nuova pittura.
Il Moulin de la Galette è in quegli anni un punto di ritrovo dove gli abitanti del quartiere e gli artisti si incontrano per divertirsi e ballare, e Renoir, pittore magistrale della vie moderne, rende con leggerezza l’atmosfera del piacere borghese.
Nel quadro sono sintetizzati soprattutto quello spirito giovane e ottimista che caratterizza i pittori, ma anche quella gioia di vivere, tipicamente parigina, che coinvolge anche le classi popolari che trovano i loro luoghi di svago nei bar lungo la Senna per una vita apparentemente senza pensieri.
Il Moulin de la Galette era un locale popolare di Montmartre dove si ballava all'aperto. Rispetto alla Grenouille're, in questo quadro Renoir si concentra maggiormente sulle figure che riempiono lo spazio della visione. Molti amici dell’artista hanno posato come modelli per i danzatori e per il gruppo di pittori in primo piano, riuniti intorno a Georges Rivière ( critico molto favorevole a Renoir); in primo piano, seduta al tavolo, è la modella Estelle, e a sinistra la modella preferita del momento, Margot, che danza abbracciata al pittore spagnolo Pedro Vidal de Solares y Cardenas.
Tutto il quadro e' pervaso da una sensazione rilassata e tranquilla. Le persone sono tutte sorridenti. Sono protetti da una ombra fresca che riflette su di loro una luce chiara ma non accecante.
La composizione si svolge ad andamento curvilineo, dal primo piano verso lo sfondo, seguendo le diagonali del quadro. Lo spazio del quadro è costituito da toni e colori ch traducono gli effetti di luce:  è prodigioso come Renoir non impieghi toni scuri od ombre, ma solo il colore con cui rende il riflesso del sole sui volti e sugli abiti dei personaggi, sul suolo tinto di rosa ed azzurro. La dissoluzione della forma che ne deriva è incompresa da un critico che nel “Montieur Universel” mette in ridicolo le figure danzanti “ su una superficie simile alle nubi violacee che oscurano il cielo in un giorno di tempesta”. Solo il critico Georges Rivière, al momento dell’esposizione del dipinto, scriverà in termini entusiastici: “una pagina di storia, un momento prezioso di vita parigina, di rigorosa esattezza”.

 

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